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Il sorprendente è di luogo ormai comune e ciò che di comune ambito è già diffuso. Di scienze passate blateriamo e di tecnologie incivili...

martedì 28 gennaio 2014

L'archeologia maltese



A Malta  i siti archeologici puoi trovarli sia sulla terra ferma che, per la maggior parte, giacenti immersi nel mare. 
L'arcipelago maltese, cioè le tre isole principali, circa 17000 anni fa alla fine dell'ultima glaciazione, erano unite tra loro e formavano una sola massa continentale. Un ampio istmo la collegava con la Sicilia, fino a toccare la punta dello stivale.
Se si sorvola con un elicottero, si possono osservare strutture sommerse. Templi megalitici e massi costituenti mura di cinta, nonchè tracce scavate nella roccia, di solchi paralleli che dalla alta scogliera continuano fin all'interno del mare, per qualche chilometro.*
L'ipogeo di Hal Saflieni, fu scavato da Themistocles Zammit nei primi del novecento. Vennero ritrovati migliaia di scheletri accatastati (circa settemila, anche se pare che fossero molti di più) umani e animali sepolti in uno strato di terra rossa. Oggi di quei reperti rimangono, nel National Museum of archeaeology di Malta lontano dalla vista del pubblico, solo sei teschi, gli altri spariti per sempre. Chi li ha visti,* racconta di reperti singolari, al punto da apparire inquietanti. I teschi hanno una bizzarra forma allungata e il suo termine tecnico è dolicocefalo. Nel caso in questione i teschi hanno una variazione estrema della anomalia. Inoltre pur avendo la certezza che siano di un adulto, sono privi del tutto della fossa mediana, praticamente senza giuntura cranica. 
Nell'ipogeo di Hal Saflieni, scavato nella roccia viva sottoterra, c'è il maestoso complesso di Tarxien, con le sue stanze absidiali (lobiformi) a spirali aggraziate, scolpite in rilievo tra le figure della "dea madre," mentre sullo sfondo megaliti giganteschi del peso di venti tonnellate. Dal sito di Hagiar Qim è stato trovato sotto i gradini di una soglia interna, una strana formazione a "capsula del tempo" con statue della "Dea seduta" alta 23 cm e la "Venere di Malta"alta 13 cm plasmate in argilla. La particolarità a detta degli scienziati è la sua "precisione anatomica" e uno "stile sorprendentemente realistico."
Precisamente a sud di Xaghra, c'è un sito, composto da mura ciclopiche semi sotterrate disposte a cerchio. Non passa inosservato, anche se di  muraglie antiche ce ne abbiamo tante sparse per il mondo. Per intenderci quelle mura, sono composte da  massi alti cinque metri con un peso di almeno quindici tonnellate, e sono state alzate millenni fa, e non si sa come e perchè. Tutt'altro per l'archeologia praticante, convinta, che per quelli che l'hanno costruito è stato un gioco da ragazzi. 
Da studi ortodossi, che come al solito non vanno oltre, si basano sull'analisi fatta al radiocarbonio di reperti dei colonizzatori provenienti dalla Sicilia e datano il sito al 3600 a. C. cioè a 5600 anni fa, quando i metalli si limitavano a leghe tipo bronzo. Solo che c'è qualche inconveniente, visto che questi coloni vivevano prevalentemente di agricoltura, e il c14 non serve a datare la pietra.
 Ma continuiamo con l'istruzione visto che non è finita qui. All'interno c'è il castello del negromante, la "Torre del Gigante" Gigantija il più grande e antico dei templi megalitici dell'intero arcipelago maltese. Costruito con blocchi di calcare corallino disposti alternativamente, essi si innalzano per oltre otto metri.
Colin Reinfrew, professore di archeologia all'università di Cambridge, dice: "Dagli studi sui massi a terra, risulta che le due entrate del tempio, potevano arrivare ad un altezza di sedici metri."
All'interno una serie di altari santuari e ampi locali tutti collegati tra loro, mentre i due passaggi assiali, delle porte di entrata si aprono su una facciata megalitica che portano alle grandi stanze grandi, anch'esse con portali  enormi.
Anche qui ci si chiede chi fu quel popolo così civilizzato che ha operato su quelle costruzioni megalitiche, con tecniche di costruzione così avanzate. Infatti Reinfrei ammette: "Sembra inconcepibile che monumenti del genere siano stati costruiti senza l'organizzazione e la tecnologia avanzata..."
Le informazioni che ho acquisito e che qui vi sto elencando, sono di chi lì c'è stato per conoscere e raccontare.

*Da "Civiltà sommerse" di 
Graham Hancock 
*Oggi chiedere un permesso per vederli è praticamente impossibile, e da quello che ho capito tutto è top secret. Ma succede in molti altri siti archeologici, che saranno evidenziati in altri post.  
By Brevi Racconti




Mi viene da dire a queste associazioni di pseudo-scienziati dell'archeologia ortodossa, che si citano tra di loro in ogni testo, e scrivono libri incompleti e ci fanno studiare sopra i malcapitati studenti, che poi purtroppo si devono adeguare ai loro diktat: "Guardate che non dovete convincere noi, ma voi stessi.  Incartarla agli ignoranti (che siamo noi popolo) potrebbe essere controproducente, cioè potremmo alla fine, non comprare più i vostri libri e dirigerci tutti verso quelle persone che in onore della conoscenza, si adoperano e ci muoiono anche." Limpha nefer







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