E' pieno di energie lassù. Ma c'è un vortice che ne raccoglie e divide certune, è quello dove se ne vanno a finire le nostre.
Sono coloro che lasciano l'involucro con cui hanno avuto la possibilità di evolvere nell'esistenza terrena e si preparano per un altro viaggio.
Ci rincontreremo in eterno e forse un giorno chissà quando raggiungeremo la perfezione ci riconosceremo...
Ad una mia cara amica che ha perso una persona cara♥
Storie e artefatti di terra, natura, elementi. Video di parole nella vita quotidiana. Verso l'infinito e oltre, cercando l'ultima frontiera,dove nessun uomo è mai giunto prima ;-)
SCROLLING BAR
sabato 10 dicembre 2016
Non siamo animali
Vorrei spargere un po di veleno in giro e sento che stasera è proprio un buon momento.
Volevo dire che MI SONO ROTTA LE SCATOLE CON TUTTI QUELLI CHE SCRIVONO, DICONO, INNEGGIANO E SCIMMIOTTANO QUEL MALEDETTO E PUSILLANIME DETTO "VIVI OGNI GIORNO COME SE FOSSE L'ULTIMO" Seneca quel giorno deve essere stato fuori di testa.
Ma dico siete stupidi? Ma perché uno che fa se dovesse sapere che è l'ultimo giorno? Si da alla pazza gioia come se nulla fosse? Comincia a sperperare danaro e fa godere anche qualcun altro? Oppure scopa come un coniglio fino alla fine in barba alla morte? (sempre se trova qualcuno che ci sta) O pensate che il potenziale terrorista o assassino, diventa di colpo buono e non fa più del male a nessuno?
Lo sapevate che nell'anno mille girava la voce che allo scadere del 999 sarebbe arrivata la fine del mondo? E secondo voi che cosa ha fatto la gente. festa? No, sI è SUICIDATA! Insomma una marea di gente si è ammazzata prima!
Cose da pazzi, come se non si dovesse avere più da pensare, come se non piangeresti dalla mattina alla sera perché sai di dover morire, come se non avresti mille rimpianti, come se non ti chiederesti il perché proprio a te, come se non avresti una paura folle che ti stringerebbe la gola fino a non farti respirare...
Andiamo gente "vivi come se non fossi un'animale, ma un essere speciale a cui è stato fatto un dono...la coscienza"
Volevo dire che MI SONO ROTTA LE SCATOLE CON TUTTI QUELLI CHE SCRIVONO, DICONO, INNEGGIANO E SCIMMIOTTANO QUEL MALEDETTO E PUSILLANIME DETTO "VIVI OGNI GIORNO COME SE FOSSE L'ULTIMO" Seneca quel giorno deve essere stato fuori di testa.
Ma dico siete stupidi? Ma perché uno che fa se dovesse sapere che è l'ultimo giorno? Si da alla pazza gioia come se nulla fosse? Comincia a sperperare danaro e fa godere anche qualcun altro? Oppure scopa come un coniglio fino alla fine in barba alla morte? (sempre se trova qualcuno che ci sta) O pensate che il potenziale terrorista o assassino, diventa di colpo buono e non fa più del male a nessuno?
Lo sapevate che nell'anno mille girava la voce che allo scadere del 999 sarebbe arrivata la fine del mondo? E secondo voi che cosa ha fatto la gente. festa? No, sI è SUICIDATA! Insomma una marea di gente si è ammazzata prima!
Cose da pazzi, come se non si dovesse avere più da pensare, come se non piangeresti dalla mattina alla sera perché sai di dover morire, come se non avresti mille rimpianti, come se non ti chiederesti il perché proprio a te, come se non avresti una paura folle che ti stringerebbe la gola fino a non farti respirare...
Andiamo gente "vivi come se non fossi un'animale, ma un essere speciale a cui è stato fatto un dono...la coscienza"
Ogni volta
Ogni volta che ritorni, ogni volta che rifai il viaggio, non è per caso, non è per nulla come ci hanno fatto credere. Non ricordi i tuoi passaggi ma non è davvero così se ti osservi dentro;
Tu trepidi, tu sei anima e coscienza, gioia e tristezza, angoscia e sollievo, paura e coraggio, tu sei dolore e pace. Questo hai imparato e nessuno è come te. Ci sono voluti millenni affinchè tutto accadesse.
Non perdere l'occasione di evolvere ancora, fai che i tuoi rientri siano sempre come un terreno arido per coloro che non ne sono consapevoli, non farti prendere dal loro buio , credi solo in te, essi dovranno farcela da soli...
Tu trepidi, tu sei anima e coscienza, gioia e tristezza, angoscia e sollievo, paura e coraggio, tu sei dolore e pace. Questo hai imparato e nessuno è come te. Ci sono voluti millenni affinchè tutto accadesse.
Non perdere l'occasione di evolvere ancora, fai che i tuoi rientri siano sempre come un terreno arido per coloro che non ne sono consapevoli, non farti prendere dal loro buio , credi solo in te, essi dovranno farcela da soli...
domenica 27 luglio 2014
Ancora un'altra volta
Non possiamo non parlarne e seppure alcuni penseranno, dopo aver letto questo scritto di aver perso tempo, far finta niente è nascondere il fatto di non avere più un pensiero proprio.
Perchè pensiamo di essere stati i primi esseri intelligenti apparsi su questo pianeta? Ebbene ce lo vogliono far credere grazie a libri di storia che sono obsoleti. L'unica voce filtrata che fa comodo alla solita feccia che fa soldi e imbarbarisce la massa, semmai parla altri esseri provenienti da chissà quale mondo, laggiù oltre il sistema solare, come se lo conoscessero.
Sarebbe meglio concentrarci sulle evidenze,(come dice la scienziata Jiudy D. Wood) che sono poche visto che si stanno adoperando affinchè la storia dell'uomo svanisca e diventi qualcosa di inservibile al proseguo dell'evoluzione umana.
Sarebbe proprio questo il motivo per cui dobbiamo aprire gli occhi e usare la nostra mente, il frutto speciale del nostro corpo. Dobbiamo assolutamente comprendere delle innegabili e innumerevoli prove che abbiamo sotto gli occhi ma che non vediamo.
Sappiamo che gli animali miliardi di anni fa non erano gli stessi di oggi, e che la matrice, tuttavia il composto degli elementi del pianeta, li ha riproposti ogni qualvolta ce ne fosse stato bisogno, quasi volesse continuare e cercare la perfezione.
Insomma la combinazione degli elementi si ripropone continuamente e questo è assodato, tuttavia non per la razza intelligente, quella che ha anche la scintilla che si chiama coscienza, in quel caso una riproposta non prende credito.
Volete credere che nei miliardi di anni la razza intelligente non si sia estinta? Eppure basterebbe osservare come ci scanniamo pur sapendo che abbiamo tutte le potenzialità di vivere in pace e godere dei frutti della nostra madre terra, non vi sembra?
Noi oggi siamo il risultato di tentativi e le prove ci sono, ma è come se non le vedessimo, perchè ci hanno inculcato da circa due millenni, dogmi che si sono ormai così tanto radicati, da farci rinnegare l'evidenza.
E' un letargo da cui ci dobbiamo svegliare, perchè è l'intelligenza che lo richiede. Dobbiamo a tutti i costi riprendere il controllo di noi, altrimenti saremo perduti, perduti come le altre civiltà, come tutte le centinaia di civiltà ancora più evolute della nostra che sono vissute sulla terra.
Vi devo rammentare la razza e dico razza a ragione poichè non sappiamo chi erano, che conosceva il cielo meglio di noi? Vi devo rammentare i manufatti in pietra che è l'unica che sopravvive agli anni e all'usura arrivati fino a noi? Vi devo rammentare gli scheletri e i teschi di una razza sconosciuta e si suppone intelligente ritrovati in vari siti su tutto il pianeta? Ci sono libri di studiosi non ortodossi che si ostinano anche a costo di essere scacciati dalle rispettive categorie d'èlite che hanno redatto libri sui reperti incredibili è tempo che li leggiate. A cosa servirebbe? Direte voi. Già questa è una bella domanda, forse nulla, ma almeno smetteremo di farci sfruttare.
E se fosse la paura della morte che ci induce a credere nell'aldilà, è ipotizzabile che questa consapevolezza ci fa morire davvero. Forse è meglio prendere coscienza che morire è come non morire mai, poichè noi siamo il TUTTO e cioè quello che vediamo. Noi siamo un albero, un fiore, una pietra, un soffio di vento che alza la polvere, un aurora di mille colori, il mare in burrasca, l'erba che nasce, il seme che germoglia, siamo qui da infiniti miliardi di anni e ne siamo ancora inconsapevoli.
domenica 8 giugno 2014
I bambini mana d'amore
I bambini sono la perfezione in un mondo difettoso.
Sono lo specchio di quello che siamo stati e che non saremo mai più.
Sono lo specchio di quello che siamo stati e che non saremo mai più.
Sono ingenui e nel mondo dei grandi l'ingenuità si rinnega,
nel mondo degli uomini è un male, una carezza da correggere a tutti i costi.
Eppure guardali, fermati un momento;
nel mondo degli uomini è un male, una carezza da correggere a tutti i costi.
Eppure guardali, fermati un momento;
Gli occhi di un bambino parlano
ti raccontano,
ti svelano storie incredibili.
sabato 26 aprile 2014
Sono loro gli artefici
Guardatevi intorno gente siate onesti e ditemi:
Cos'è che davvero vedete intorno a voi? Non è forse l'acqua la purificatrice? Non è forse il fuoco che fa altrettanto? Non è forse la terra che rassicura? Non è forse l'aria che opera nella stessa misura?
Non sono loro gli elementi che si compongono e scompongono così da mantenere la memoria sostanziale?
Eppure non credete, non vedete, ma sapete che di un solo loro eccesso per tornare ancora tra quelle braccia!
E allora cos'è che non vi fa credere che è di loro che siete figli?
E dell'entità fisica, che pure è viva ma inerme è considerata?
E' vero, essa ormai è assodata e di tutto questo cosa c'importa!
Orsù non siate indifferenti... ora lei è concreta con voi e mai sarà scontata!
In mille ricette l'abbiamo convertita e con essa mille volte ancora ci trastulliamo. Materia è il suo nome e mai l'annoveriamo. Noi stessi ci siamo fatti di quell'amalgama e di essa ci avvaliamo. Ma davvero saremo diventati forse ciechi da non immedesimarci in tutto quello che ci circonda? Non si vede che a qualcos'altro dobbiamo quel che siamo?
Come ci siamo arrivati a questo punto? Cosa ha spostato la nostra visione terrena attraverso cosmi invisibili lontani da ciò che è manifesto? Che cosa ci ha sviato verso scenari mascherati creati di nulla? Dove eravamo quando la ragione perdeva d'interesse e l'inganno chiudeva le porte alla coscienza? Chi ha avuto giovamento in tutto questo, forse noi? Eppure no, visto che l'evidenza è sotto gli occhi e mai da nessuno è contemplata. Tuttavia essi sono qui e se pur non crediamo, noi siamo la sua prole vivente.
Tuttavia nonostante tutto ancor convinti e creduli noi siamo di quell'altre mere illusioni, e ci incamminiamo insensati verso una strada fredda e oscura, riempita di millantate verità di fantasie spacciate per divine.
Ma voi, noi stolti e forse ancor di più lo siamo se preghiamo l'invisibile come idioti, alzate gli occhi e mirate, non è merito loro se osservate il bell'orizzonte e non è forse sempre di loro l'alba e il tramonto?
Non penserete vero all'immondo credulone che li venera quei fenomeni e che d'oracoli esso è ingordo. Non siate sciocchi e non mischiamo l'intelletto che han donato, a simili sciacalli.
Smettiamola in tempo allora, non è così che che si fa per ammirarli! ^_^
foto da:
http://jasonart50.deviantart.com/art/Mother-nature-and-the-four-elements-374381987
lunedì 31 marzo 2014
Voi non vivete nel mio mondo.
Remoti e inspiegabili messaggi si insinuano nella mia mente, mi pressano, sono sempre più insistenti. Cerco di assimilarne il meno possibile ma così non riesco a decodificare l'essenza, lo scopo di questi dolorosi impulsi.
Sono inesperto e immaturo, mi sforzo e reprimo la nausea che mi attacca le membra, devo essere pronto al distacco, ancora un piccolo sforzo e sarò come loro.
Quello che vogliono, che vogliamo conoscere, è chi fermerà la sequenza distruttiva che ha già invaso i contatti, chi potrà mai fare in modo che ritorni nel suo antico legame terreno, e chi ricucirà le ferite inferte fin nell'interno del nucleo.
Io rispondo ai messaggi negando, mi estraneo ma ho contribuito al disfacimento. Il mio passato è il presente, senza fine nè tempo, è vivo e pressante, gravido di morte e crudeltà. Questa insoddisfatta esistenza mi chiama ancora a sè, mi vuole con sè, lo sento e lo temo. "Non ne voglio più sapere, vi prego venite a prendermi!"
Voi che siete qui intorno a me, non ci siete, perchè sono io che vi faccio vivere!
Tuttavia io so, so di non essere solo, di non essere l'unico in questo eterno oblio. Eppure questo è mio modello, la mia idea di combinazione che io, soltanto io ho scelto.
Questa è la mia ricerca d'equilibrio, il mio arco vitale che devo oltrepassare e voi siete lo strumento che mi consentirà di farlo.
Ma voi non esistete! Voi non siete qui davvero, voi siete solo nella mia testa e questa è la mia volontà, non è la vostra! Lasciatemi essere quello che vorrei essere!
Questa è la mia ricerca d'equilibrio, il mio arco vitale che devo oltrepassare e voi siete lo strumento che mi consentirà di farlo.
Ma voi non esistete! Voi non siete qui davvero, voi siete solo nella mia testa e questa è la mia volontà, non è la vostra! Lasciatemi essere quello che vorrei essere!
Anche se vi ho voluto nel mio viaggio; io mi chiedo ancora per l'ennesima volta:
perchè voi avete scelto me nel vostro? E' dunque possibile che sia stata una nostra scelta?
Se è vero allora perchè siete, siamo così ottusi?
Non sapete che i cieli si apriranno solo quando conquisteremo la conoscenza e che solo allora potremo attendere insieme quelle visite inaspettate che a lungo abbiamo invocato?
Sappiate che esse scenderanno gradini di nuvole, inondando di accordi armonici le nostre orecchie e ci sazieranno con la loro beltà.
perchè voi avete scelto me nel vostro? E' dunque possibile che sia stata una nostra scelta?
Se è vero allora perchè siete, siamo così ottusi?
Non sapete che i cieli si apriranno solo quando conquisteremo la conoscenza e che solo allora potremo attendere insieme quelle visite inaspettate che a lungo abbiamo invocato?
Sappiate che esse scenderanno gradini di nuvole, inondando di accordi armonici le nostre orecchie e ci sazieranno con la loro beltà.
Voi io, ognuno con la propria sapienza comprenderà e farà scelte per il bene comune e da quaggiù ci guarderemo di nuovo l'un l'altro con gli occhi bambini.
Sarà come respirare finalmente aria pura e fresca, e ci innalzeremo verso l'alto insieme a loro in una connessione univoca, tra sorrisi radiosi perduti.
Sarà come respirare finalmente aria pura e fresca, e ci innalzeremo verso l'alto insieme a loro in una connessione univoca, tra sorrisi radiosi perduti.
Lasceremo andare via per sempre la follia selvaggia e irragionevole, e ci uniremo tutti in un solo essere cosciente diventando la collettività garante.
Noi daremo di nuovo il soffio vitale, poichè avremo acquisito la certezza del Giusto.
Noi diverremo i veri attori della vita e della morte,
noi i sottili fili che muoveranno l'universo,
Noi daremo di nuovo il soffio vitale, poichè avremo acquisito la certezza del Giusto.
Noi diverremo i veri attori della vita e della morte,
noi i sottili fili che muoveranno l'universo,
noi torneremo assieme anime pure che inonderanno di pace la nuova era.
Noi insemineremo il nuovo spazio e saremo liberi nella profondità dei sogni più incredibili
di incontrare di nuovo pensieri elevati di meraviglia.
Infine vedremo e constateremo tutto quello che eravamo stati capaci di creare pet ricominciare il cammino disperso, la strada di Luce da percorrere insieme.
Noi insemineremo il nuovo spazio e saremo liberi nella profondità dei sogni più incredibili
di incontrare di nuovo pensieri elevati di meraviglia.
Infine vedremo e constateremo tutto quello che eravamo stati capaci di creare pet ricominciare il cammino disperso, la strada di Luce da percorrere insieme.
Tuttavia io so che voi adesso siete nella mia realtà della mia esistenza perchè sono io che lo voglio e tutto quello che mi accade e persiste è soltanto dentro di me e là fuori non c'è nulla.
Per questo voi, voi che vivete nel mio mondo, non ci siete per davvero.
Per questo voi, voi che vivete nel mio mondo, non ci siete per davvero.
domenica 30 marzo 2014
Luna dei Sogni

"Ti ricordi dolcezza mia"
"Ti ricordi nonna volava volava."
"Si cuore mio volava volava.
Ti ricordi amore mio
che io ti tenevo in braccio"
"Si nonnilina in braccio"
"Ti ricordi tesoro mio,
io la chiamavo, vieni vieni qui da noi"
"Si si nonna la chiamavi"
"Ti ricordi anima mia"
"Ti ricordi nonnilina"
"Lei poi all'improvviso è volata da noi e si è posata sul mio braccio"
"Si nonna proprio sul braccio,
e ci ha guardato nonna?"
"Si Luna dei mie sogni, ci ha guardato e si è lasciata guardare per un pò, poi è di nuovo volata via"
"Lei poi all'improvviso è volata da noi e si è posata sul mio braccio"
"Si nonna proprio sul braccio,
e ci ha guardato nonna?"
"Si Luna dei mie sogni, ci ha guardato e si è lasciata guardare per un pò, poi è di nuovo volata via"
martedì 25 marzo 2014
Il ritorno del pianeta X

C'era una volta in un giorno stabilito di una notte d'estate, un cielo rifulgente di stelle cadenti.
Sdraiati sulla distesa d’erba vellutata di montagna, i quattro ragazzini ammiravano il prodigio incantati.
Tutto si svolgeva in un esuberante e abituale stato di scanzonata gioventù. Talora dal quel vociare, ne scaturiva una disputa, senza vincitori nè vinti sul quale fosse la più grande o la più luminosa, oppure su chi l’avesse vista per primo.
Toccando a volte vette fantastiche, discutevano animatamente, immaginandosi di sfrecciare insieme a quelle stelle, attraversando alla velocità supersonica tutto il firmamento.
Così tra uno scherzo e una risata, non facevano caso nemmeno ai gufi e i grilli che coprivano con i loro versi i rari silenzi e nemmeno agli altri insetti che passeggiavano tranquillamente sui loro corpi, tanto erano presi da quello spettacolo.
Eppure quell'anno le Perseidi sembravano diverse. Cadevano giù senza mai smorzare il loro fulgore e certe volte scendevano talmente vicine alla loro postazione, da fargli spalancare gli occhi e alzare la voce in un lungo; “oohh!” galvanizzandoli ancora di più.
Passò così molto tempo, fino a quando proprio nel mezzo della solita schermaglia, notarono che dal basso stava per iniziare un altro fenomeno; centinaia di luci seguite da scie sfavillanti, si innalzavano da terra. Ebbero l'impressione che fossero le stesse stelle che per qualche ignoto motivo riprendevano la volta stellata, proprio da dove poco prima erano apparse e mentre si allontanavano affievolivano il loro fulgore, fino a scomparire nelle profondità del firmamento.
Tutti quegli insoliti accadimenti però, ai quattro adolescenti non procuravano alcun timore, forse uno stato di trepidante aspettativa, poichè quello a cui stavano assistendo appariva ai loro occhi come un naturale preludio da tempo presagito.
Poi un bagliore accecante seguito da un buio intenso, coprì la visuale del cielo, come se un bolide di enormi dimensione avesse attraversato lo spazio davanti a loro, niente più stelle, nè più luce, solo un manto nero tutt'intorno.
Ammutolirono, respirando in leggero affanno a quella irreale oscurità, che unita ad un continuo ronzio inondò per qualche minuto le loro orecchie, poi il silenzio riempì pian piano tutta la radura.
Non seppero mai quanto tempo passò tra quell'apparente vuoto buio e quei bagliori impressionanti, ma in quegli istanti credettero di galleggiare, proprio come quegli astronauti che nei loro sogni ad occhi aperti, viaggiavano oltre il cielo, fluttuando nel nulla.
Si sorpresero quando constatarono che non sarebbero serviti occhi per intuire cosa stava accadendo, ma che le sensazioni che passavano dalla coscienza erano dovuti allo quello dell'eterno infinito e si stava insinuando fin dentro i loro corpi.
Poi ci fu un'impulso che li rapì. Sembrava provenisse dalle profondità dell'universo, come un generatore cosmico che cominciò pian piano ad avvolgerli, adattandosi e insinuandosi nelle loro menti.
In quegli attimi ci fu un capovolgimento improvviso di visuale. Catapultati attraverso portali bui e profondi furono sospinti a velocità mirabolante all'interno di un tunnel dimensionale. Nei loro occhi i lampi di luci e ombre si alternavano e mentre i loro corpi si tramutavano in fasci di energia pura, non ci fu nessuna sofferenza nè dolore a quel cambiamento, bensì
la sensazione che quello era l'unico modo per viaggiare liberi e incolumi all'interno del tunnel siderale.
Fu in quegli istanti che loro stessi credettero di essere viaggiatori galattici, proprio come quei corpi celesti che tanto l'avevano attratti. Carpiti da una pace interiore, erano coscienti di spostarsi, ma anche che nulla di minaccioso li avrebbe mai assaliti in quel viaggio galattico.
Eppure quell'anno le Perseidi sembravano diverse. Cadevano giù senza mai smorzare il loro fulgore e certe volte scendevano talmente vicine alla loro postazione, da fargli spalancare gli occhi e alzare la voce in un lungo; “oohh!” galvanizzandoli ancora di più.
Passò così molto tempo, fino a quando proprio nel mezzo della solita schermaglia, notarono che dal basso stava per iniziare un altro fenomeno; centinaia di luci seguite da scie sfavillanti, si innalzavano da terra. Ebbero l'impressione che fossero le stesse stelle che per qualche ignoto motivo riprendevano la volta stellata, proprio da dove poco prima erano apparse e mentre si allontanavano affievolivano il loro fulgore, fino a scomparire nelle profondità del firmamento.
Tutti quegli insoliti accadimenti però, ai quattro adolescenti non procuravano alcun timore, forse uno stato di trepidante aspettativa, poichè quello a cui stavano assistendo appariva ai loro occhi come un naturale preludio da tempo presagito.
Poi un bagliore accecante seguito da un buio intenso, coprì la visuale del cielo, come se un bolide di enormi dimensione avesse attraversato lo spazio davanti a loro, niente più stelle, nè più luce, solo un manto nero tutt'intorno.
Ammutolirono, respirando in leggero affanno a quella irreale oscurità, che unita ad un continuo ronzio inondò per qualche minuto le loro orecchie, poi il silenzio riempì pian piano tutta la radura.
Non seppero mai quanto tempo passò tra quell'apparente vuoto buio e quei bagliori impressionanti, ma in quegli istanti credettero di galleggiare, proprio come quegli astronauti che nei loro sogni ad occhi aperti, viaggiavano oltre il cielo, fluttuando nel nulla.
Si sorpresero quando constatarono che non sarebbero serviti occhi per intuire cosa stava accadendo, ma che le sensazioni che passavano dalla coscienza erano dovuti allo quello dell'eterno infinito e si stava insinuando fin dentro i loro corpi.
Poi ci fu un'impulso che li rapì. Sembrava provenisse dalle profondità dell'universo, come un generatore cosmico che cominciò pian piano ad avvolgerli, adattandosi e insinuandosi nelle loro menti.
In quegli attimi ci fu un capovolgimento improvviso di visuale. Catapultati attraverso portali bui e profondi furono sospinti a velocità mirabolante all'interno di un tunnel dimensionale. Nei loro occhi i lampi di luci e ombre si alternavano e mentre i loro corpi si tramutavano in fasci di energia pura, non ci fu nessuna sofferenza nè dolore a quel cambiamento, bensì
la sensazione che quello era l'unico modo per viaggiare liberi e incolumi all'interno del tunnel siderale.
Fu in quegli istanti che loro stessi credettero di essere viaggiatori galattici, proprio come quei corpi celesti che tanto l'avevano attratti. Carpiti da una pace interiore, erano coscienti di spostarsi, ma anche che nulla di minaccioso li avrebbe mai assaliti in quel viaggio galattico.
La coscienza oramai era la ragione, eppure i pensieri razionali, facevano ancora parte della loro essenza, non erano svaniti, si erano soltanto attutiti, ma quell'insieme armonico stava separando il corpo dalla mente, assumendone il controllo.
Consapevoli l'uno dell'altro i ragazzini si sentirono legati da un indefinibile congiunzione dell'inconscio e nonostante non si vedessero si rendevano conto di fare la stessa esperienza.
Gli antichi timori e le paure dovute alle effimere sensazioni umane, ora diventavano ricordi da mantenere come un bagaglio di conoscenza.
Fu così che in quella nuova luce lo riconobbero, comprendendo quella che doveva essere la loro missione. Percepirono nei sensi il suo nucleo e si immersero puri nella sua genesi.
Solo allora furono capaci di incontrare con lo sguardo incorrotto la sua possenza e l'immensità della sua perfezione. Era lì e senza vederlo lo riconoscevano e man mano che gli si avvicinavano maturavano il loro pensiero. Riattivarono istintivamente il legame antico avendo la certezza di tornare nella la loro giusta dimensione. Quelle nuove capacità di comunicare con lui vennero assorbite naturalmente, e lui le ascoltò.
Quello a cui erano ritornati, era il nido protettivo che avevano perso nella notte dei tempi, il padre e la madre del genere umano che li aveva concepiti e dati poi in adozione.
Esso li aveva abbandonati immaturi e ora stava tornando a riprenderseli per non lasciarli andare mai più.
L'esperienza della vita terrena era stata d'insegnamento per arrivare puri fino a quel momento. Un compito naturale che tutta la loro specie doveva affrontare e che adesso poteva dirsi terminato.
Vivere nel sistema Terra per la loro genie altrimenti ribelle aveva dato la scintilla a quel grande cambiamento che sentivano nascere pian piano dentro di loro.
Rendersi conto che tutte le migliaia di vite passate non erano che prove e assiomi da scalare fu come una liberazione.
Ora potevano assumere la loro vera fisionomia e raggiungere la perfezione, adesso era arrivato il tempo.
Erano felici, sapevano che molti come loro si stavano congiungendo e molti altri si sarebbero aggiunti.
Ma lui se ne sarebbe andato di nuovo e chi non fosse stato in grado di comprendere e riconoscere, avrebbe dovuto aspettare molto, molto tempo ancora.
Consapevoli l'uno dell'altro i ragazzini si sentirono legati da un indefinibile congiunzione dell'inconscio e nonostante non si vedessero si rendevano conto di fare la stessa esperienza.
Gli antichi timori e le paure dovute alle effimere sensazioni umane, ora diventavano ricordi da mantenere come un bagaglio di conoscenza.
Fu così che in quella nuova luce lo riconobbero, comprendendo quella che doveva essere la loro missione. Percepirono nei sensi il suo nucleo e si immersero puri nella sua genesi.
Solo allora furono capaci di incontrare con lo sguardo incorrotto la sua possenza e l'immensità della sua perfezione. Era lì e senza vederlo lo riconoscevano e man mano che gli si avvicinavano maturavano il loro pensiero. Riattivarono istintivamente il legame antico avendo la certezza di tornare nella la loro giusta dimensione. Quelle nuove capacità di comunicare con lui vennero assorbite naturalmente, e lui le ascoltò.
Quello a cui erano ritornati, era il nido protettivo che avevano perso nella notte dei tempi, il padre e la madre del genere umano che li aveva concepiti e dati poi in adozione.
Esso li aveva abbandonati immaturi e ora stava tornando a riprenderseli per non lasciarli andare mai più.
L'esperienza della vita terrena era stata d'insegnamento per arrivare puri fino a quel momento. Un compito naturale che tutta la loro specie doveva affrontare e che adesso poteva dirsi terminato.
Vivere nel sistema Terra per la loro genie altrimenti ribelle aveva dato la scintilla a quel grande cambiamento che sentivano nascere pian piano dentro di loro.
Rendersi conto che tutte le migliaia di vite passate non erano che prove e assiomi da scalare fu come una liberazione.
Ora potevano assumere la loro vera fisionomia e raggiungere la perfezione, adesso era arrivato il tempo.
Erano felici, sapevano che molti come loro si stavano congiungendo e molti altri si sarebbero aggiunti.
Ma lui se ne sarebbe andato di nuovo e chi non fosse stato in grado di comprendere e riconoscere, avrebbe dovuto aspettare molto, molto tempo ancora.
LN
martedì 11 marzo 2014
L'eccellenza
A te mirabile è l'omaggio.
A te che stagli la tua mole dura e maestosa
e della volta sei l'eccelsa silenziosa.
Nello spazio punti l'estrema vetta
ci indichi la strada o pietra eletta.
Tu che di sezione aurea sei stata misurata
e di geometria stregata sei d'interno.
Di sempiterna compiutezza il monumento
ne dà testimonianza ogni tuo elemento.
Poderosa e indenne poggi sul tuo planare raffinato
plasmato fu, e di roccia viva calibrato.
Così evoluto e ardito nella perfezione
dall'apparir estraneo a noi nell'avvenire.
Qual uomo antico fu così preciso,
e di numeri d'oro così virtuoso?
Ti misurò persino tra Terra e firmamento
poichè d'astrusa conoscenza aveva il fondamento.
E ancora ne equiparò fedele la circonferenza
e mai per caso, figurarsi per coincidenza.
E' dunque qui che sorge enorme la lacuna:
"Perchè nessun uomo più ne misurò alcuna?"
Eppur chi mal t'ha studiato a convenir s'appresta
narrando di te il falso, e l'intelletto in tal modo calpesta.
Persino il luminare l'ha attestato
Che dire poi dello scienziato!
Ciarlano e a vanvera spergiurano, che strazio!
Che quello è proprio un segno dell'egizio.
Non è di quelle mani che fosti modellata.
giacchè quelle stesse membra t'avevano, e t'hanno solo martoriata.
E allora dunque a te che sei sapiente e imperitura,
rivelerai l'arcano eterno appello, "Di chi fu questa bravura?"
Tu non risponderai e sorda rimarrai "Incompresa"
poichè di civiltà mediocre è la pretesa.
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